From the monthly archives: maggio 2007

Gli schiavi moderni

On 31 maggio 2007 By

Esiste una cosa che si chiama “pronta disponibilità” che permette ai datori di lavoro di avere a propria disposizione il dipendente per 12 o 24 ore di fila, di notte e nei festivi, pagandolo alla cifra di 1 euro all’ora.

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E’ lunedì notte, anzi martedì mattina (l’orologio segna le 1.50), e mi ritrovo a scrivere alla redazione del Messaggero per far sapere, attraverso lei, che la missione “un televisore per il Forlanini” ha avuto successo, nel senso che venerdì 25 maggio 2007 [...] sono andato al primo centro commerciale in cui ho inciampato ed ho acquistato il rarissimo elettrodomestico che la direzione sanitaria non era riuscita a reperire in oltre 10 mesi (!) di inutili ricerche.

Come promesso, sabato mattina, l’ho portato in reparto e, devo dire, che sia gli infermieri (i più entusiasti), sia i dottori, er

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E’ lunedì notte, anzi martedì mattina (l’orologio segna le 1.50), e mi ritrovo a scrivere alla redazione del Messaggero per far sapere, attraverso lei, che la missione “un televisore per il Forlanini” ha avuto successo, nel senso che venerdì 25 maggio 2007 [...] sono andato al primo centro commerciale in cui ho inciampato ed ho acquistato il rarissimo elettrodomestico che la direzione sanitaria non era riuscita a reperire in oltre 10 mesi (!) di inutili ricerche.

Come promesso, sabato mattina, l’ho portato in reparto e, devo dire, che sia gli infermieri (i più entusiasti), sia i dottori, er

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“La garanzia dei riposi significherebbe «la salvaguardia della salute psicofisica del lavoratore, mai più sottoposto a stress e ai possibili conseguenti rischi di errori”
Avanza con assemblee tra i lavoratori delle aziende ospedaliere di tutta la provincia, la Federazione Sindacati Indipendenti (FSI) territoriale di Varese. Dopo la sentenza del tribunale di Bari che ha dato ragione ai dipendenti di alcune importanti sigle sindacali e imposto il riconoscimento del riposo compensativo a seguito di una pronta disponibilità del lavoratore, la FSI fa propria questa battaglia.

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A Roma, davanti al ministro Turco, le Comunità terapeutiche e le famiglie chiedono più chiarezza

Psichiatri, psicologi, operatori di comunità terapeutiche, associazioni di familiari a gran consulto, a Roma, sotto il titolo ” Sogni e bisogni in psichiatria” (organizzato da Fenascop, la Federazione nazionale delle strutture comunitarie psicosocioterapeutiche). Un incontro, con a latere un concerto , una mostra d’arte, una partita di calcio della nazionale cantanti.

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Sempre più frequentemente, a causa delle ben note carenze di personale, le ASL violano la legge 66/2003 e relative Direttive Europee che regolano l’organizzazione dell’orario lavorativo e addirittura il diritto sancito dalla Costituzione al riposo settimanale.

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Una maxi multa da ben 15 milioni di euro (in origine erano cinque MILIARDI di euro. A tale cifra si era giunti semplicemente applicando le sanzioni previste dal decreto per ogni lavoratore interessato e per ogni turno in cui si riscontrava una violazione, dall’epoca dell’emanazione del decreto in avanti) inflitta all’Azienda ospedaliera di Busto Arsizio dall’Ispettorato provinciale del lavoro di Varese per una serie di violazioni al ddl 66/2003 che regola il riposo minimo giornaliero. La ‘penality’ si riferisce al solo ospedale di Saronno che fa riferimento alla A.O. Bustocca.

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Così i politici italiani sono diventati intoccabili

Che futuro ha un Paese dove la fame di poltrone ha spinto a inventare le comunità montane al livello del mare? Dove il Quirinale spende il quadruplo di Buckingham Palace? Dove una “lasagnetta al ragù bianco e scamorza” dello chef del Senato costa la metà di una pastasciutta alla mensa degli spazzini? Dove ci sono partiti nati dalla mutazione genetica di una bottega di cuoio e ombrelli? Dove conviene fiscalmente regalare soldi a una forza politica piuttosto che ai bambini lebbrosi? Che futuro ha un Paese così?

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Per i casi di malati di mente. Il sì del manager
I posti letto di psichiatria sono insufficienti su tutta la rete regionale ed è scena abituale all ́ospedale Martini
vedere due o tre pazienti costretti a rimanere in barella al pronto soccorso. In questa situazione, e con un
forte aumento di crisi acute per patologie psichiatriche, i medici del dipartimento mentale dell ́ospedale di via
Tofane chiedono che anche il Martini, come in tutte le altre aziende della città, abbia una guardia attiva e non
si affidi più soltanto alla reperibilità dei medici.

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“Dal primo giugno niente specialisti e infermieri a domicilio per affrontare le crisi acute”

L´Anpas: “I versamenti sono in forte ritardo, è da settembre che non vediamo un euro”
Massa (Asl 1) “Sono molti i fornitori in attesa, ma le nostre casse sono vuote”
Demicheli (Regione): “Ho detto più volte che le associazioni devono avere la precedenza”

TORINO-28 MAGGIO 2007. Dal primo giugno niente specialisti e infermieri a domicilio per affrontare le crisi acute di natura psicologica e psichiatrica.

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