From the monthly archives: agosto 2007

Efficacia della terapia cognitivo-comportamentale nella cura della depressione sotto-soglia.

La depressione sotto-soglia è un disturbo dell’umore con un’alta prevalenza (5-10%) e importante rilevanza clinica; recenti studi hanno dimostrato che rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo successivo di un disturbo depressivo maggiore: risulta perciò essenziale un trattamento precoce e adeguato. Scopo di una review apparsa sugli Acta Psychiatrica Scandinavica è quello di valutare l’effetto delle terapie psicologiche nel trattamento della depressione sotto-soglia.

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Stefania Cerasoli, 31 agosto 2007. Nell’ordinamento giuridico italiano è oggi principio pacifico che nessun trattamento sanitario possa essere compiuto o proseguito in difetto del previo ed esplicito consenso manifestato dal soggetto interessato. Il diritto del malato a decidere in piena coscienza e libertà se, da chi e come farsi curare discende dall’art.

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L’esecuzione è stata annullata poche ore prima dal governatore che ha accolto la raccomandazione della commissione statale per la grazia e la libertà condizionata

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“Mancano infermieri, anestesisti, radiologi, rianimatori, portantini, ma anche barelle, strumenti per operare e apparecchi salvavita. È la realtà quotidiana di chi vive in questa regione” .(Inchiesta di Panorama)

Non ammalarsi mai è un augurio valido per chiunque, ma se vivete in Campania diventa quasi un imperativo. Perché qui potreste essere curati da infermieri, quando ci sono, che lavorano da 18 ore consecutive.

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L’associazione denominata forum salute mentale, in una email inviata alla nostra redazione e a vari operatori di ogni parte d’Italia, attacca, con toni arroganti, l’iniziativa “Inchiesta sulla Salute Mentale”, ma senza fornire alcuna argomentazione. E’ singolare che le critiche a tale iniziativa provengono proprio da un’associazione che afferma di battersi per i diritti di chi soffre. D’altra parte l’iniziativa, nata da esperienze e riflessioni di grandi giornalisti della Rai come Lucia Ferrari, Renato Parascandolo e Raffaele Siniscalchi, sta ricevendo numerosi consensi.

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Il regista Alberto Puliafito che ha realizzato il documentario “Dall’altra parte del cancello” insieme a Simone Cristicchi, reputa il progetto Inchiesta sulla Salute Mentale un’ iniziativa encomiabile.

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(Il video, dove il personaggio interpreta una persona depressa, è tratto dal film “Umberto D, di Vittorio de Sica)

L’episodio depressivo può avere un esordio improvviso o, più spesso, essere preceduto per alcuni giorni, settimane o persino mesi da prodromi come labilità emotiva, lieve astenia, tensione, difficoltà di concentrazione, diminuzione degli interessi, inappetenza, insonnia, cefalea.

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È allarme al servizio di psichiatria nell’Asl Napoli 5: sindacati, politici e rappresentanti dei malati di salute mentale scendono in campo per denunciare i disagi degli utenti e lo sperpero di risorse pubbliche. A mettere in risalto il preoccupante quadro sanitario è Emilio Lupo, segretario nazionale di Psichiatria Democratica, l’associazione per la promozione del rispetto verso il disagio e la sofferenza mentale.

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Mario ha 40 anni e vive con la madre. Ormai da anni passa le sue giornate a letto, chiuso nella sua stanza, ad ascoltare musica. Esce solo per comprare le sigarette, ne fuma 4 pacchetti al giorno, e per andare al centro di salute mentale dal suo medico o a trovare gli infermieri per fare due chiacchiere.
Si ammalò a 18 anni: cominciò ad avere allucinazioni, deliri di persecuzione, aggrediva i familiari. I genitori lo accompagnarono da un professore illustre e così fece ben 12 anni di psicoanalisi.
Non servirono a nulla.

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L’Aipsi-Med ringrazia il collega Nello Viparelli per la sua splendida lettera: una lettera coraggiosa, sofferta, accorata che dà una forte spinta verso quel processo di miglioramento dell’assitenza psichiatrica non più procrastinabile. Una spinta molto più efficace di qualsiasi intervento politico di questi giorni, coraggiosa perchè rompe quel silenzio omertoso di psichiatri, istituzioni, intellettuali che si rendono, come succedeva ai tempi dei manicomi, complici del degrado dell’assitenza psichiatrica.

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