From the monthly archives: novembre 2007

Gentile Direttore,
riteniamo opportuno, alla luce dei recenti fatti di cronaca ed della sentenza della Cassazione che condanna definitivamente un nostro collega, precisare alcuni importanti aspetti per evitare che nell’opinione pubblica si creino informazioni distorte su un tema così delicato quale quello dell’assistenza psichiatrica e della cura della sofferenza psichica.
Fermo restando che la Società Italiana di Psichiatria condanna qualsiasi forma di cattiva pratica, messa in atto da medici psichiatri e determinata da negligenza, imprudenza, imperizia o inosservanza di leggi, è necessa

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Ida Miser ci scrive

On 28 novembre 2007 By

Sono veramente colpita e commossa dalla partecipazione dimostrata alla mia vicenda. Desidero ringraziare pubblicamente tutti coloro che in vari modi hanno espresso la loro solidarietà.
Grazie, davvero grazie a tutti!
IDA MISER

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Questi sono i primi sottoscrittori, con i relativi commenti, dell’appello lanciato ieri dall’Aipsi-Med in favore di Ida Miser, la dipendente Asl licenziata perchè aveva denunciato gli scarichi inquinanti di un Ospedale ai Carabinieri dei NAS

“E ADESSO LICENZIATECI TUTTI!” Firma anche tu per Ida!

Bruno Bartoli
Ida Misar, la tua colpa è quella di aver denunciato l’immissione di reagenti chimici e liquidi biologfici nella rete fognaria essendo alla direzione del tuo ente un esonente di quella sinistra che come si sà …

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Licenziata dopo aver informato i carabinieri dei Nas che parecchie macchine del Laboratorio di analisi di Cattinara scaricavano direttamente reagenti chimici e liquidi biologici nella rete fognaria. “E ADESSO LICENZIATECI TUTTI!” FIRMA PER IDA, contro l’arroganza dei Direttori Generali delle ASL, per la libertà di pensiero, per la riassunzione di Ida!

È accaduto a Ida Miser, 50 anni, ormai ex dipendente della struttura sanitaria pubblica.

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Due tragedie familiari

On 26 novembre 2007 By

A Monza, stanco delle violenze che insieme alla moglie subiva dal figlio psicolabile, un uomo di 57 anni ha sparato al figlio, uccidendolo. Flavio Francesco Vescovino ha scaricato l’intero caricatore della sua pistola calibro 7,65 contro il figlio Gabriele, poi ha chiamato il 113 e si e’ costituito. L’omicida e’ un bancario in pensione e viveva con la moglie e il figlio, da poco rientrato dagli Usa dove si era trasferito a lavorare.

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Aveva ritenuto inutile il ricovero in Psichiatria di una donna di 44 anni che però poi a casa si è lanciata dal 4° piano (sopravvissuta, ha fratture multiple). Denunciati gli aggressori, marito e figlio della donna

BARI – Il medico di turno nel reparto di Psichiatria del Policlinico non ricovera una donna e lei, tornata a casa, si lancia nel vuoto dal quarto piano di casa. È accaduto il 24/11/07 a Bari, dove i congiunti della donna hanno poi aggredito il medico che aveva creduto che il ricovero non fosse necessario.

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E’ stato confermato lo sciopero nazionale di 24 ore della sanita’ pubblica indetto dai sindacati di categoria per il 26 novembre. I 135 mila dirigenti medici e non medici incroceranno le braccia e garantiranno solo le urgenze. I medici chiedono il rinnovo del contratto scaduto nel 2005, l’adeguamento della indennita’ di esclusivita’ in Finanziaria e misure a favore dei medici precari, che rappresentano circa il 10% della forza lavoro. (ANSA) – ROMA, 24 NOV

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A proposito di una possibile relazione tra depressione e rischio di infarto cerebrale, l’interesse della comunità scientifica si è focalizzato sull’ipotesi secondo cui la depressione, compromettendo la reattività cerebro-vascolare (CVR: capacità compensatoria delle arteriole cerebrali di dilatarsi in risposta a uno stimolo) rappresenti un fattore di rischio per lo stroke.

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Una recente Sentenza della Cassazione, la prima del genere in Italia, ha condannato per omicidio colposo uno psichiatra per il reato commesso da un suo paziente. Riemerge, così, il concetto della pericolosità sociale, abbandonato con la legge Basaglia che impose la chiusura dei manicomi. Adesso gli psichiatri, come avveniva prima della legge 180, hanno il dovere di protezione verso la società, cioè vengono investititi di quello che i giuristi chiamano posizione di garanzia, non solo sulla salute, come con la legge 180, ma anche sui loro comportamenti e la loro pericolosità.

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Con le recenti sentenze che condannano gli psichiatri per i reati dei loro pazienti i giudici hanno fissato un principio condivisibile?
«Io cerco di capire, non di condannare. Direi che in questo caso riemerge il concetto della pericolosità, abbandonato con la legge Basaglia. Prima il folle era uno pericoloso, poi con la 180 si ritenne che di fatto non era più pericoloso. Ora questa sentenza dice che la pericolosità va prevista».

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