From the monthly archives: maggio 2008

La Asl 8 ha querelato lo psichiatra del Servizio psichiatrico diagnosi e cura Antonio Tronci «per le innumerevoli e volgari provocazioni contro la direzione, contro il Dipartimento di Salute Mentale, contro i pazienti psichiatrici e le loro famiglie, descritti solo in relazione alla loro presunta pericolosità, senza mai valorizzare i loro bisogni umani e diritti».
In una lunga nota, la Asl replica punto per punto alle dichiarazioni fatte negli ultimi mesi da Tronci sulla stampa. «È falsa l’affermazione secondo cui l’atto aziendale nega la scissione dell’Spdc.

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Ma esiste davvero un’Europa “legata” da un’assistenza psichiatrica di tipo democratico?
E’ possibile ancora oggi rintracciare dei “legami” tra una psichiatria autodefinitasi democratica rispetto a delle prassi, per così dire, autoritarie o totalitarie utilizzate nella prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi mentali?
Scommettiamo che non sia rintracciabile nell’Italia democratica un solo reparto psichiatrico, naturalmente anche in quelli “aperti”, in cui l’attaccare a un letto il ricoverato e, quindi, la contenzione fisica non sia operazione routinaria, ribadendo in tal modo un podero

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Dure prese di posizione dei consiglieri di centrodestra contro la decisione della Asl di Cagliari di querelare lo psichiatra Antonello Tronci.

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Ho letto con interesse l’articolo “Cagliari.

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La legge 180 di riforma dell’assistenza psichiatrica, che quest’anno compie 30 anni e che è passata alla storia per aver fissato la chiusura dei manicomi, “è intoccabile. E’ una legge quadro tecnicamente inattaccabile e per questo, nonostante i numerosi tentativi, nessuno è mai riuscito a riformarla. Ma ha bisogno di essere modernizzata e adattata ai tempi di oggi”.

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Pur essendo preferibile che il malato venga curato a livello domiciliare, nel caso in cui abbia bisogno, per la sua patologia, di un ricovero di lunga durata, ma l’ospedale (o la casa di cura privata convenzionata) ne proponga le dimissioni, i familiari, mediante invio di una raccomandata AR (come per gli anziani malati cronici non autosufficienti) possono opporsi di portare a casa il malato e chiedere che il servizio psichiatrico si attivi per la effettiva presa in carico del proprio congiunto malato, con l’adozione di progetti e percorsi t

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di LUANA DE VITA* La maledetta verità è che io e mia moglie Giuseppina siamo soli, soli e disperati» sbotta Antonio De Simone, operaio napoletano di 57 anni «Tutto è iniziato nel ’95. Il nostro Carmine aveva 18 anni e lavorava come meccanico, tutto andava bene. Poi ha fatto la visita di leva ed è partito per fare il militare. Il giorno dopo ce lo siamo trovati davanti alla porta di casa: disse solo che non gli andava di stare in caserma. Era diventato un disertore.

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di LUANA DE VITA* Lo abbiamo chiesto proprio ai pazienti. E ai loro parenti. Perché quella rivoluzionaria riforma ha ridato ai “matti” diritti, vita, libertà. Ma ha creato nuovi problemi. Soprattutto ai familiari. Che spesso devono farsi carico di situazioni disperate

Sono passati trent’anni dal 13maggio 1978, quando venne approvata una legge rivoluzionaria, unica al mondo: la 180 (meglio nota come legge Basaglia, dal nome dello psichiatra che la ispirò) che impose la chiusura dei manicomi. All’epoca più di 78.000 persone erano internate nei 76 ospedali psichiatrici italiani. Oggi quegli istituti di dolore e sofferenza non esistono più (l’ultimo è stato chiuso 8 anni fa).

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Di Rosa Stano.

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di ALICE CERVETTI. Il concetto di identità richiama alla mente le origini prime, l’appartenenza, il riconoscimento di sé come proprio, al di là del bene e del male. E l’identità sessuale? E’ un costrutto libero e fragile…come una farfalla.
C’era una volta (e forse c’è ancora) un tempo in cui l’essere umano, impaurito da quello che non poteva controllare, ha sentito l’esigenza di giudicare tutto ciò che riguardava la sfera sessuale. Lo scopo era quello di differenziare i desideri e gli atteggiamenti convenienti da quelli non normali e quindi immorali.

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