From the monthly archives: luglio 2008

Quando inviate o pubblicate commenti o articoli:
1. Cercate di essere chiari e brevi
2. Citate la fonte dei siti o documenti che segnalate
3. Non inviate messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane
4. Non inviate insulti o messaggi offensivi rivolti ad altri utenti
5. Se vi trovate in disaccordo con qualcuno, dialogate l’un l’altro via e- mail piuttosto che procedere a colpi di messaggi e contromessaggi sul sito.
6. Non fatevi coinvolgere in “guerre” di opinione. Non postate ne’ rispondete a materiale “caldo”.
7.

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Ho smesso da molti anni di stupirmi di questo vigliacco sistema psichiatrico, legato per la verità a singole ma non sparute individualità che hanno voluto far proprio, per convinzione o per indubbio interesse, e poi imposto una metodica, pregna di anti-psichiatria. La conseguenza di ciò è stato lo schiudersi scriteriato e disinvolto delle porte dei manicomi, senza fornire l’adeguata garanzia della cura e dell’assistenza ai malati di mente. Un eccidio che si perpetua, che rimane impunito e che sembra non insegnare alcunché.

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BREVE INTRODUZIONE AL PROGETTO:
Carissimi amici di AipsiMed,
vorremmo condividere con voi i primi piccoli frutti di uno dei numerosi progetti attualmente sostenuti dall’equipe in servizio presso il sdpc di Iseo. L’abbiamo chiamato “progetto famiglia”, proprio perché va soprattutto in direzione di un sostegno “doveroso” la cui necessità va riconosciuta sin dalle primissime battute. Dopo un semestre dalla sua partenza, preceduto da un periodo altrettanto impegnativo che ne ha curato gli aspetti programmatici, logistici e sperimentali, molte delle caratteristiche strutturali inizialmente preconcepite (soprattutto la durata degli incontri) si sono modificate per adattarsi alle necessità contingenti. Del progetto in questione restano immutati gli scopi e le sue caratteristiche sostanziali.
Ieri, nel consueto martedì, “Agata” (la moglie di un paziente recentemente dimesso) ci ha detto: “volevo ringraziarvi, perché credo che se ultimamente non ci fosse stata questa opportunità del martedì sarei impazzita anch’io” Nel ringraziarla per averci ringraziato, le abbiamo detto: “adesso abbiamo un motivo in più per esistere, grazie a te”. A seguire, potete leggere il documento con il quale il progetto è stato presentato in dipartimento. grazie per esserci, mariano

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CONSIGLIO SI STATO – Le varie forme di assistenza di cui necessitano i soggetti affetti da infermità mentale, non possono farsi rientrare tra le prestazioni ‘sociali a rilevanza sanitaria’ che D.P.C.M. del 2001 definisce ,‘attività del sistema sociale che hanno l’obiettivo di supportare la persona in stato di bisogno con problemi di disabilità o emarginazione condizionanti lo stato di salute, trattandosi a tutti gli effetti di vere e proprie cure la cui costante somministrazione da un lato è necessaria per contenere i disturbi dell’infermità in atto e dall’altro può rivelarsi pericolosa per i pazienti, per cui deve essere costantemente controllata da specifico personale sanitario adatto a valutarne la posologia e le modalità di applicazione.

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Manicomio Italia

On 29 luglio 2008 By

In tempi di tregenda quali quelli attuali, in cui spudoratamente si criminalizzano le vittime del sistema psichiatrico italiano, millantando una fantomatica salvaguardia dell’onorabilità’ degli operatori preposti, giova rinfrescarsi la memoria.
Chi non abbia studiato e approfondito la storia delle istituzioni pubbliche e private di assistenza psichiatrica in Italia può meravigliarsi a vedere un certo associazionismo (mi riferisco alle accuse di U.N.A.S.A.M.) schierarsi contro il padre di un suicida e l’Aipsimed.
Per la scrivente, invece, niente di più naturale.
Nel 1998 venne dato alle stampe un libro che aveva un titolo emblematico:
“Manicomio Italia” – Inchiesta su follia e psichiatria, di Franco Stefanoni, Editori Riuniti
Consiglio a tutti di correre in libreria a comprarlo.

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Sono una madre anch’io. Mi sono chiesta “Come mai le associazioni di familiari difendono gli operatori, i dsm e le Asl”?
Non dovrebbero difendere gli ammalati e le famiglie?
Non dovrebbero essere accanto al sig. Mario Comuzzi?
Stanotte ho fatto un sogno: ho sognato che le associazioni vengono costituite dai DSM e vengono finanziate dalle ASL .
Ci voleva un sogno per darmi una risposta del genere.
Angela

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Lagonegro (Potenza). Come raccontato, il Gip del Tribunale di Lagonegro, Dr. Vincenzo Starita, nell’ udienza del 20 settembre 2005, ha disposto l’archiviazione della denuncia a mio carico effettuata dal Dr. Massimo De Fino dirigente dell’ Asl n° 3 di Lagonegro. La denuncia era scaturita a seguito del mio impegno in difesa dei diritti di Egidio Sisinni, ammalato di Sla residente a Latronico ed iscritto all’Associazione Luca Coscioni.

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L’Ass contro le pagine web aperte dal padre di un giovane suicida
«Quel sito Internet va oscurato. Continua a diffamarci e denigrarci, diffondendo accuse ingiuste e gratuite».
Lo ha chiesto al giudice Anna Lucia Fanelli, Franco Rotelli, direttore dell’Azienda per i servizi sanitari a nome di cinque psichiatri dal Dipartimento di salute mentale.

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Difendo Aipsimed e l’operato, giustamente pluralista e moderato, e a buona ragione ricordo che in varie occasioni quando scrissi in vari forum del settore, notoriamente legati a cooperative e ambienti triestini e friulani, i miei interventi non apparvero, alla faccia del pluralismo e moderazione.
Di fatto a Trieste, come in Friuli e altri luoghi dove questa perversa demagogia ha purtroppo il sopravvento, si nota una mentalita’ rigida e chiusa denunciata persino da studiosi venuti dall’estero.

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E’ giunta in redazione una email offensiva verso l’AipsiMed da parte della presidente dell’Unasam (riportata in fondo al presente comunicato). Questa la nostra risposta.

Cara presidente dell’Unasam non rispondiamo alle Sue provocazioni, non ci interessa affatto fare la guerra, contro nessuno, mai! Ma non consentiamo a Lei di dire a noi come impegnare il nostro tempo e di offenderci impunemente: Lei non è nessuno per dircelo, come noi a Lei non veniamo a dire come deve impegnare il Suo di tempo perchè neanche La conosciamo. Ma come si permette! Ci conosce forse per dire che impegniamo male nostro tempo? Lo chieda ai nostri pazienti e ai loro familiari come impegniamo il nostro tempo e poi parla. Lavoriamo in centri di salute mentale a Napoli che da soli coprono un’area uguale all’intera Trieste con risorse economiche e di personale 10 volte inferiori. Lavoriamo in quartieri di Napoli difficilissimi dove si muore tutti i giorni, non solo per camorra e immondizia, dove la gente soffre la fame, dove le condizioni di vita sono tremende. Se nel nostro comunicato avete letto un attacco a Trieste, lo ribadiamo ancora una volta, è un vostro problema. Sul nostro sito sono pubblicati articoli in favore di Trieste come sono pubblicati testimonianze critiche verso i servizi di salute mentale di Roma, Cagliari, Torino, la stessa Napoli e dell’Italia intera. Conosciamo e ci conosce bene il responsabile regione Campania dell’Unasam della Campania: chiedetelo a loro se impegniamo male il nostro tempo o se abbiamo mai detto una sola parola contro Trieste prima di fare una tale aggressione.

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