From the monthly archives: dicembre 2008

Le malattie psichiatriche riguardano tutti noi o perché ne soffre un nostro familiare o amico o perché ne siamo affetti noi stessi.

Insieme a stress lavorativo, dipendenze, Alzheimer e disturbi infantili e dell’adolescenza, colpiscono quasi una persona su due e rappresentano la prima causa di malattia cronica, la prima causa di incidenti sul lavoro, la prima causa di incidenti stradali mortali, mentre il costo sociale dei soli disturbi psichiatrici è il 4% del PIL. E l’attuale situazione economica farà crescere del 25% i disturbi psichiatrici correlati allo stress sui luoghi di lavoro.

Appare paradossale, pertanto, continuare a ignorare un problema di Sanità Pubblica di tale importanza, solo perché, forse, lo stigma e la vergogna che circondano queste malattie sono ancora troppo forti.

Allo stesso modo è paradossale che un paese come l’Italia che ha tentato di promuovere una legge innovativa 30 anni fa, risulti essere tra i paesi più arretrati in Europa per quanto riguarda:

1.     il ritardo della ricerca scientifica nel campo della psichiatria

2.     i finanziamenti dedicati alla psichiatria fino a 8 punti percentuali in meno rispetto all’Europa

3.     la carenza di ben 15mila operatori psichiatrici in Italia, di ogni ruolo

4.     la totale assenza di una legge in materia psichiatrica rispetto a tutti i paesi europei che mediamente la aggiornano ogni anno

5.     la scarsa quantità e qualità della terapia: ben il 70% dei pazienti in carico ai centri di salute mentale riceve cure inadeguate ben lontane dalle linee guida della Medicina Evidence Based, mentre un paziente viene visto in media ogni 2 mesi

6.     l’applicazione delle cure non farmacologiche, come la psicoterapia, sono assai poco diffuse

7.     l’assistenza ai familiari è pressoché assente: i familiari vengono visti in media meno di 5 volte in un anno

8.     la grave carenza di strutture residenziali per chi non ha famiglia o di strutture riabilitative per pazienti molto gravi

9.     un’assistenza psichiatrica regolata da una semplice legge quadro il cui unico e fondamentale dettato era la chiusura dei manicomi. Una legge quadro, la 180, in totale contraddizione con il codice penale vigente che ancora prevede la pericolosità per sé e per gli altri e la posizione di garanzia del medico nei confronti dei pazienti.

10. una legge quadro, la 180, incostituzionale perché costringe i medici, attraverso il Tso, a limitare la libertà personale, contrariamente a ogni paese europeo dove i pazienti sono tutelati da un avvocato. 

Pertanto vogliamo per il 2009: 

1.     una seria lotta alla discriminazione. Ci auguriamo che quante più persone che occupano posizioni eminenti e di responsabilità, politici, personaggi celebri, gli stessi psichiatri, riconoscono pubblicamente di aver avuto questo tipo di malattia, meglio è

2.     la nascita di una forza lavoro numericamente adeguata, fatta di giovani medici e altri operatori, professionalmente preparati e competenti che vadano progressivamente a sostituire una forza lavoro vecchia, impreparata, tronfia, infarcita di ideologie, che tanto somiglia all’attuale classe politica

3.     che i vecchi “baroni” della psichiatria legati alla politica, alle case farmaceutiche, alle associazioni ideologiche e società scientifiche che fanno i propri interessi, lascino il posto a giovani medici onesti e preparati

4.     una legge moderna in tema di assistenza sanitaria che rispetti i diritti umani

5.     investimenti su larga scala

6.     offrire una leadership agli utenti dei servizi e renderli in grado di lavorare nel nostro sistema. Quello che loro hanno imparato attraverso la loro esperienza di malattia ci aiuterà a cambiare e migliorare il sistema di cura.

7.     sostenere i familiari e offrire loro una leadership perché le famiglie costituiscono il supporto fondamentale per i pazienti e anche loro devono essere aiutate. Così non siamo noi a decidere cosa è buono per pazienti, ma lo facciamo insieme a loro e alle loro famiglie.

8.     È necessario porre gli utenti dei servizi e le loro famiglie al cuore di quello che facciamo e del nostro agire politico e investire in questa strategia. Così non stiamo dicendo parole, ma investendo in questa strategia

9.     Garantire ai pazienti un accesso al tipo di cose a cui chiunque ha diritto per vivere una vita dignitosa: un alloggio decente, relazioni sociali, inserimento lavorativo

10. Una seria attenzione per i bambini e giovani che soffrono di disagi psicologici perché sono il nostro futuro

11. Vorremmo che i genitori si sentissero rincuorati dal fatto che sicuramente dopo di loro ci sarà qualcuno che per dovere si occuperà della soggettività dei loro figlioli;

12. vorremmo un Ministero solo dedicato all’assistenza delle fasce deboli con particolare riferimento ai malati psichiatrici, Ministero istituzionalmente preposto alla fattiva realizzazione delle strutture presenti oggi solo sulla carta, pena il suo commissariamento;

13. Vorremmo che gli ammalati fossero curati con Amore e competenza

In conclusione, se vogliamo seriamente migliorare la nostra Società dobbiamo seriamente impegnarci per la cura delle malattie psichiatriche.

Continua a leggere

Nove persone, fra cui il primario, una psichiatra, cinque infermieri e due ausiliari ospedalieri del reparto di psichiatria dell’ospedale civile di Sassari, sono state iscritte nel registro degli indagati per la morte di Maria Grazia Pavin, la donna morta dopo aver rifiutato l’amputazione di una mano e di un piede.

Continua a leggere

 SASSARI. La paziente rimasta ustionata la sera del 7 dicembre nei bagni del reparto di psichiatria non ce l’ha fatta: è morta venerdì alle 22.30, dopo diciannove giorni di agonia in Rianimazione. I medici avrebbero potuto salvarle la vita, ma per questo sarebbe stata necessaria l’amputazione di un piede e di una mano.  Un intervento al quale prima si sono opposti gli anziani genitori della donna, che sapevano che lei non avrebbe mai accettato di vivere con quelle gravi menomazioni, e poi la stessa paziente.

Continua a leggere

 PAVIA.   A ottobre era finito in carcere per aver creato scompiglio davanti a un bar di Pavia. Contrariato dal rifiuto del barista di dargli ancora da bere. Danilo Amato, pavese di 30 anni, aveva già ingurgitato tre bottiglie di superalcolico e sei birre. Il suo avvocato Rosario Tripodi era riuscito a trasformare la detenzione in carcere in arresti domiciliari. Ora il giovane chiede, con due lettere al suo legale, la revoca dei domiciliari e il ritorno in cella. «E’ il solo modo che ho per non avere più alcun rapporto con gli alcolici», scrive.

Continua a leggere

CasaTRENTO.  Marco Ruatti è una furia: «Quella donna da tempo minacciava di farci saltare in aria». L’incendio che ieri ha distrutto un appartamento in via Veneto secondo Ruatti era «annunciato».

Continua a leggere

Psichiatria democratica critica alcuni punti del “piano di rientro”. Il timore che la mannaia di Santa Lucia si ripercuota anche sui disagiati psichici attraverso la riduzione della recettività delle strutture è stato espresso dall’ organizzazione presieduta da Emilio Lupo che si occupa dello sviluppo della salute mentale.

Continua a leggere

E’ da mesi che ascolto, sento e risento, a casa e in auto, a volume altissimo e fino alla nausea (di chi mi circonda) “Powderfinger” una song-rock di Neil Young tratta da un memorabile live, Rust Never Sleeps (Reprise, 1979).

Il titolo fa riferimento a un fucile, letteralmente la traduzione è “polveredito”, ma non è di facilissima interpretazione.

Ovviamente uno che fa un lavoro come il mio ha persino il dovere di chiedersi perché si lascia ammaliare fino a “schiattare” da un pezzo splendido sì, pietra miliare del rock d’accordo, ma non per forza in grado di stroncare le povere orecchie di un uomo oramai di mezza età.

Allora sono andato a documentarmi.

Neil Young con i fidati Crazy Horse intinge proprio nel cuore suo e di coloro che lo ascoltano dal vivo il plettro della sua vecchia Gibson per tirare fuori una liquidissima rock ballata per narrare un episodio drammatico della “epopea” dell’invasione da parte dei bianchi conquistatori americani alla conquista del west.

In questo tragico ritratto deflagra la rabbia per i teepee bruciati, per la morte di tante pocahontas e il pianto inconsolabile di un ragazzo pellerosse che vuole difendere i suoi cari e chiede invano aiuto (“shelter me from the powder and the finger”). Ma questi è troppo giovane e il suo grido disperato (“shelter me from the powder and the finger”) non viene accolto: la sua rassegnazione lascia l’amaro in bocca e anche una lacrima…”(remember me to my love, I know I’ll miss her…”). 

I Crazy Horse scatenati accompagnano la ruggente chitarra di Young in un’apoteosi elettrica.

Ebbene l’interpretazione di questa mia ossessione sonora è balzata nitida e sconvolgente nella neocortex.

Anche in Italia e da trent’anni si perpetrano reati e si assiste impotenti a tragedie in nome di una frase che voleva essere solo politica, nell’accezione buona del termine, ma che si è trasformata, grazie a mistificatori e traditori della professione, in vero e proprio genocidio di malati e loro familiari: “Solo la libertà è terapeutica”.

Non è vero. Non è mai stato vero.

Per dirla con il vecchio Neil Young che ha rivolto questo messaggio d’addio al giovanissimo Kurt Cobain, altra vittima suicida della progressistica indifferenza, anch’io concludo (per oggi):

“MEGLIO BRUCIARSI CHE SVANIRE”

Continua a leggere

 

DostoevskijMa io sono un romanziere e mi pare di aver inventato la “storia”. Scrivo «mi pare» perché sono certo di averla inventata, e mi immagino sempre che tutto sia avvenuto in un certo luogo in un certo momento, e che sia accaduto proprio alla vigilia di Natale, in qualche enorme città, con un gelo terribile.

Continua a leggere

Non avendo ricevuto alcun tipo di riscontro al messaggio inviato ai diversi politici di riferimento, riteniamo opportuno, a salvaguardia della nostra credibilità, dare pubblica ragione di quanto a loro inviato e non solo. L’occasione è stata la presentazione a Roma, palazzo Marini, del disegno di legge per il superamento della 180, primo firmatario l’on. Ciccioli. La finalità: migliorarne l’efficacia della prevenzione, cura ed assistenza, fornendo nel contempo sostegno ai familiari.

Continua a leggere

L’abuso della psicologia

On 22 dicembre 2008 By

“Eppure, signori, la psicologia, per quanto profonda, può agire come un’arma a doppio taglio… Signori della giuria, io stesso ho fatto ricorso alla psicologia di proposito, per darvi una dimostrazione evidente di come da essa sia possibile dedurre quello che più fa comodo. Dipende dall’uso che ne fate. La psicologia spinge anche le persone più serie a comporre dei romanzi, e questo del tutto inconsapevolmente. Sto parlando della psicologia superflua, signori della giuria, dell’abuso della psicologia.”

(FEDOR DOSTOEVSKIJ, “I fratelli Karamazov)

Continua a leggere