From the monthly archives: luglio 2010

LETTERA APERTA: Alla SIP – Società Italiana di Psichiatria, Alla FNOMCEO, A tutti i Presidenti degli Ordini dei Medici, A tutti i Colleghi, Agli Organi di Stampa 

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MONTELUPO. «L’Asl 11 si è impegnata per risolvere i problemi dell’ospedale psichiatrico di Montelupo. Non altrettanto sensibile a quanto richiesto è stato l’interlocutore istituzionale, in questo caso il ministero di giustizia e le sue strutture». Lo afferma l’Asl 11, competente per l’Opg di Montelupo, tra le tre strutture che sarebbero da chiudere subito secondo quanto spiegato da Michele Saccomanno, relatore di maggioranza nella commissione d’inchiesta del Senato sul servizio sanitario nazionale.

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In lotta gli operatori sociali della Salute mentale. A esprimere «sdegno e grande partecipazione» ai lavoratori è il segretario nazionale di Psichiatria Democratica Emilio Lupo, per la «precarietà in cui si trovano». «Questi dipendenti», denuncia Lupo, «pur continuando a svolgere il prezioso lavoro, da molti mesi non percepiscono lo stipendio. E questo si ripercuote negativamente sia sulla loro vita che su quella dei familiari.

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La funzione pubblica Cgil con un esposto a firma di Mario Scialabba ha inviato al palazzo di giustizia un dossier sulle carenze dell’assistenza psichiatrica in città. A cominciare dai trasferimenti dei pazienti in altre province, avvenuti, sostiene il sindacato in violazione della legge. «Nei giorni scorsi, – racconta Scialabba – un paziente con disagio mentale grave è stato trasferito ad Alcamo. Nelle settimane precedenti un altro ammalato era stato trasportato a Gela, mentre ancor prima altri, più sfortunati, aveva trovato ricovero solo in Calabria.

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L’Europa, diversamente dall’Italia, ha da tempo affrontato il problema dei pazienti psichiatrici autori di reati gravi. In Inghilterra, ad esempio, sono attivi tre ospedali (non 6 come in Italia) per malati che hanno commesso reati.

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”Su sei ospedali psichiatrici giudiziari, cinque sono dei manicomi criminali, dei carceri che versano in condizioni vergognose e che non possono rimanere aperti, perche’ sono un inferno organizzato. Almeno tre strutture, come quella di Barcellona Pozzo di Gotto, Aversa e Montelupo fiorentino andrebbero chiuse subito”. 

A dirlo e’ Michele Saccomanno, relatore di maggioranza nella commissione d’inchiesta del Senato sul Ssn, presentando la relazione sugli ospedali psichiatrici giudiziari. 

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Purtroppo la confusione in psichiatria è dovuta non solo ai giornalisti che spesso parlano di “depressione” per intendere malattie psichiatriche molto diverse tra loro, come la schizofrenia, i disturbi bipolari, la depressione, i disturbi di personalità. Purtroppo gli stessi medici non aiutano i giornalisti quando parlano usando termini troppo tecnici, contribuendo, così, ad alimentare la confusione. A ciò si aggiunge la difficoltà della diagnosi in psichiatria (non sono ancora facilmente accessibili test strumentali come nella Medicina Interna ad esempio), per cui spesso succede che a più visite psichiatriche di uno stesso paziente, specie per quadri clinici particolari (non fa eccezione il disturbo bipolare per il quale si arriva a una diagnosi corretta dopo ben 8 anni mediamente) corrispondano altrettante diagnosi.

Cenni storici

La storia della diagnosi dei disturbi mentali si tuffa nei secoli, anzi nei millenni, ed è direttamente intrecciata con la storia delle religioni e della scienza, cioè del modo in cui l’uomo ha concepito sé e il mondo. La prima descrizione di “malattia mentale” è da far risalire a circa 3000 anni a.C., in riferimento a una forma di deterioramento senile. Nella letteratura dei Sumeri e degli Egizi, già fin dal 2600 a.C., si ritrovano descrizioni di quadri assimilabili alla melancolia e all’isteria. Ma è solo con i Greci che si può veramente parlare di una nosografia di tipo psichiatrico. Nel trattato dedicato alla “malattia sacra” (l’epilessia) Ippocrate ne contesta la tradizionale interpretazione animistica e sostiene che essa è una patologia che interessa il cervello. Nella tradizione postippocratica venne messa a punto una rudimentale classificazione basata su una “triade” di disturbi mentali: mania, melancolia e frenite. Questa classificazione triadica rimase in auge per oltre duemila anni, dal IV secolo a.C. fino al XVI secolo d.C..

Differenze tra Schizofrenia e altri Disturbi Mentali

La schizofrenia è il più studiato ma anche il più discusso di tutti i disturbi mentali. Fin dalla sua prima concettualizzazione, ad opera di E. Kraepelin, oltre un secolo fa, è sempre stata al centro dell’attenzione di tutte le scuole di psichiatria per i complessi problemi psicopatologici, nosografici, patogenetici e terapeutici che ha posto e continua a porre ad ogni generazione di psichiatri.

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Una nostra lettrice ci ha segnalato un articolo del Corriere della Sera in merito al libro del vincitore del “Grande Fratello”, in cui l’autore parla della sua esperienza di sofferenza psichica, ma che genera grande confusione tra Schizofrenia e Disturbi bipolari e ci chiede di fare un pò di chiarezza. Un’altra lettrice ci ha chiesto cosa è il disturbo schizoaffettivo e come differenziarlo dal disturbo borderline. Nel presente articolo parleremo di diagnosi in psichiatria, cenni storici, diagnosi differenziale.

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Effetto Facebook

On 27 luglio 2010 By

Steve è il tipo di ragazzo che ama far sapere a tutti quello che fa, con generosa ricchezza di dettagli. La sua pagina di Facebook è piena di notizie come «Appena finito il caffè. Ora porto a spasso il cane» e «Perso la ricetta per la mia golosissima torta ricoperta al cioccolato. Che depressione, sigh». È convinto che i suoi amici on line desiderino sapere tutto quello che succede nella sua vita. E quale migliore modo di farli contenti che aggiornarli scrivendo qualcosa ogni ora, se non ogni mezz’ora? Di David DiSalvo

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In merito al caso di Mauro Marin, vincitore dell’ultima edizione del “Grande Fratello” reality show prodotto da ENDEMOL per il network MEDIASET, l’associazione italiana di psichiatri dirigenti medici e specialisti ambulatoriali (AIPSIMED) si sente di esprimere una propria riflessione.

Mauro Marin sta per far uscire un libro, un’autobiografia, di cui alcuni stralci sono stati pubblicati in anteprima dal settimanale «Chi», in cui, tra le altre cose, afferma di soffrire di una forma di sofferenza psichica che nel passato lo ha costretto al ricovero in ambiente psichiatrico ed anche in regime di trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.) nel corso del quale per lui si sarebbe fatto ricorso alla contenzione a mezzo di “camicia di forza”. Il ventinovenne di Castelfranco Veneto sarebbe poi stato dimesso dal S.P.D.C. (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) il cui Primario dell’ospedale di Montebelluna avrebbe fatto diagnosi di «Schizofrenia affettiva con disturbo bipolare, che comporta sbalzi d’umore che portano a picchi maniacali in stati di agitazione e supereuforia alternati a continui cali depressivi». A questo sarebbero seguiti altri ricoveri in ambiente specialistico per un’alternanza di scompensi e periodi di benessere, benessere o buon equilibrio psichico che è lo stato psichico in cui si ritrova oggi il Marin al momento dell’uscita del suo libro.

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