From the monthly archives: dicembre 2010

(Del prof. Luca Pani *) Come molti altri disturbi fisici e mentali, la schizofrenia è un disturbo complesso con una componente ereditaria poligenica e una forte influenza patogena gene-gene e interazioni gene-ambiente.

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Arvicole

Ma che cos’è il vero amore? Esiste davvero o è soltanto un’illusione cognitiva, un tiro mancino che ci gioca la mente?Malgrado i riferimenti anatomici delle canzoni, le radici dell’amore (come quelle di tutte le nostre emozioni) non sono nel cuore, ma nel cervello. Una migliore comprensione di come fa il nostro cervello a innamorarsi può aiutarci a capire i motivi per cui può arrivare a essere tanto ossessionato da questa fortissima emozione. Alcuni scienziati, in effetti, vedono nell’amore una sorta di dipendenza. Per esempio, il neuroscienziato Thomas Insel e i suoi colleghi della Emory University hanno scoperto che il legame di coppia monogamo si basa sui medesimi circuiti cerebrali della ricompensa che sono responsabili della dipendenza dalle droghe. Il loro studio è stato condotto sulle arvicole della prateria, una specie di roditori in cui le coppie restano insieme per tutta la vita. Ma le relative conclusioni sono probabilmente valide anche per gli esseri umani, e questo potrebbe spiegare come mai sia così difficile rompere una relazione: perdere la persona amata è un po’ come dover affrontare una sindrome d’astinenza.

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Bologna, 28 dic – Gianguido Bazzoni (Pdl) ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna per chiarire se vi siano specifiche responsabilita’ in merito a quanto accaduto domenica 26 dicembre all’interno dell’ospedale civile di Faenza, dove e’ deceduta una donna di 63 anni, ricoverata nel reparto di Neurologia ed affidata al Simap (centro salute mentale) del’Ausl di Ravenna. Lo riferisce una nota dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna.

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La Corte dei conti processerà per presunto danno erariale i direttori generali Angelo Montemarano (ex assessore regionale alla Sanità) e Mario Tursi, il direttore amministrativo Pasquale Corcione e il direttore del dipartimento di salute mentale Fausto Rossano della Asl Na 1 Centro.

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Como. «I muri degli ambulatori sono scrostati, non abbiamo una connessione a Internet, i locali sono così freddi che dobbiamo visitare i pazienti con guanti e giacca. E la remunerazione è bassa. O le condizioni cambiano in fretta, oppure siamo pronti a dimetterci».

I medici del Bassone alzano la testa: la settimana scorsa gli agenti di polizia penitenziaria del carcere comasco avevano annunciato uno stato d’agitazione, per denunciare – tra le tante cose che non vanno – una carenza di almeno ottanta uomini. 

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SANREMO – Ragionava come un bambino di 3 anni, pesava 186 chili ed aveva 27 anni. Si chiamava Fernando Paniccia. Sono i tratti essenziali dell’ennesimo detenuto morto per “cause naturali”, questa volta nel carcere di Sanremo, ma che faceva parte dell’incredibilmente lunga schiera di oltre 500 persone disabili gravi rinchiuse nelle celle del sistema penitenziario italiano. Gente per la quale l’espressione “diritto alla salute” risulta, nè più né meno, come un suono senza alcun senso.

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La sentenza emessa nelle scorse settimane dalla Corte d’Appello di Trento sezione controversie di Lavoro ha confermato quanto stabilito nella sentenza del luglio 2009 emessa dal Tribunale di Trento. L’Inail è stata condannata al riconoscimento di un danno biologico di natura professionale ed alla relativa rendita risarcitoria nei confronti di un lavoratore rappresentato nel procedimento in oggetto dall’Avv.to Lorenza Cescatti di Rovereto. La vicenda è relativa ad un lavoratore dipendente di una cooperativa operante in qualità di educatore dal 1996 al 2001 nell’ambito di una struttura residenziale di Trento per utenza psichiatrica. Il lavoratore in questione, iscritto allo Slai Cobas, era risultato durante questo periodo oggetto di più eventi infartuali.

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Sabato 18 dicembre 2010 si è svolto a Napoli il convegno Attualità della Psicoanalisi, organizzato dal Centro Psicoanalitico Lacaniano in collaborazione con l’Istituto di Studi Avanzati in Psicoanalisi.

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Lettere smarrite dal Partito democratico: “Caro Babbo Natale, cara Anna Finocchiaro, dov’è finito il mio iPad 64 Gb da 800 euro?”. Un bel regalo natalizio – con i soldi pubblici – che concilia moda e tecnologia. Il dono pensato (e annunciato) dal capogruppo Finocchiaro piaceva a ciascuno dei 111 senatori, calmava le decine di correnti interne: ex comunisti, ex popolari, cattolici, agnostici e atei. Per evitare doppioni sotto l’albero e spese inutili di tasca propria, la Finocchiaro comunicava ai colleghi il lieto evento già il 26 ottobre scorso: “La Presidenza sta trattando con la Apple la fornitura dell’iPad 64 Gb per i membri del gruppo. Non siamo ancora in grado   di indicarvi la data della consegna”. Però. “Abbiamo ritenuto utile avvisarvi di tale scelta in considerazione dell’approssimarsi delle festività natalizie”. È così che un partito è compatto, granitico, unico. Immune (mica tanto) a tentazioni e offerte di compravendite, salti di quaglie, rane pescatrici e mercati di vacche. Come spesso accade al Pd, all’improvviso tra le mani resta un pacco, vuoto.

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Buon Natale a Salvatore che, dopo essere finalmente uscito da un Opg, lo trascorrerà in un reparto di psichiatria a Napoli. Ha la “colpa” di essersi ammalato e di essere cittadino italiano. 

Voleva tornare in una comunità terapeutica che era diventata la sua casa, dove aveva i suoi amici e amiche, ma la comunità rifiuta di accoglierlo perchè l’Asl non paga da più di un anno le rette. Per evitare di finire in strada resterà in Psichiatria: fino a quando, nessuno lo sa. Mesi, forse anni. Come i tanti altri Salvatore.

Gli accorati appelli della sua amministratrice di sostegno ad oggi non hanno ricevuto riscontri. Nessuno degli interpellati hanno risposto fino a oggi: il Ministro della Salute Fazio che racconta a noi cittadini di battersi per una migliore assistenza psichiatrica, il Senatore Ignazio Marino, presidente della commissione d’inchiesta sul Sistema Sanitario Nazionale che racconta a noi cittadini di battersi per la chiusura degli Opg dal quale Salvatore è appena uscito e dove era stato rinchiuso da un giudice zelante che ci ha raccontato che il progetto terapeutico a suo giudizio era stato fallimentare, e dove rischia di tornare. Non hanno risposto nemmeno il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro,  il Prefetto di Napoli, la Procura della Repubblica di Napoli, il Commissario di un’Asl di Napoli, gli organi di informazione. 

Hanno però risposto agli appelli coloro che non possono fare nulla o quasi nulla per Salvatore: il Giudice Tutelare, l’Ufficio Relazioni col Pubblico, il Comune di Napoli che ha chiesto “di sapere come va la vicenda”. 

Caro Salvatore ti auguriamo Buon Natale, che qualcuno che è pagato troppo bene per far sì che coloro che soffrono come te ricevano cure dignitose e rispettose dei diritti umani, che ha il dovere di ricordarsi di te, lo faccia al più presto,

che i politici che per Natale hanno ricevuto ricchi doni con i finanziamenti pubblici ai partiti provino almeno vergogna in questo giorno in cui anche tu avresti voluto partecipare alla nostra “festa”, festa dove tu non sei stato invitato. 

Per chi vuole saperne di più:

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