Currently viewing the category: "Enciclopedia B"

BUSPIRONE

On 1 marzo 2009 By

È un ansiolitico non benzodiazepinico, che agisce come agonista parziale dei recettori 5HT1a della serotonina. Presenta un elevato metabolismo epatico di primo passaggio, con una biodisponibilità all’intorno del 12% e un’emivita plasmatica, compreso il metabolita attivo, fra le 4 e le 28 ore. L’effetto terapeutico, più lento rispetto a quello degli ansiolitici benzodiazepinici (vedi Benzodiazepine), viene raggiunto 7-10 giorni circa dopo l’inizio del trattamento.

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BURN-OUT

On 1 marzo 2009 By

Con il termine di burn-out syndrome (letteralmente “sentirsi bruciati”) si definisce una condizione di esaurimento psichico ed emotivo che provoca un atteggiamento negativo nei confronti di se stessi e del proprio lavoro e un deterioramento nella relazione con il paziente (Maslach 1977).

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BULIMIA

On 1 marzo 2009 By

È un disturbo della condotta alimentare caratterizzato dal ripetersi di episodi caratterizzati dall’ingestione di grandi quantità di cibo in un periodo limitato di tempo, spesso accompagnato da alterazioni dell’umore e da condotte finalizzate all’eliminazione del cibo ingerito o alla neutralizzazione del suo effetto sull’incremento ponderale.La bulimia nervosa è di gran lunga più frequente nel sesso femminile e la percentuale relativa di soggetti maschi è del 10-15%. L’età di esordio più frequente è intorno ai 18 anni, con un range tra i 12 e i 35 anni.

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BRUDZINSKI, segno di

On 1 marzo 2009 By

Segno di irritazione meningea, consistente in una flessione degli arti inferiori causata dalla flessione passiva del capo e del tronco. Vedi anche Meningei, segni.

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BRUCELLOSI

On 1 marzo 2009 By

È una zoonosi causata da varie specie di Brucella, che può colpire l’uomo per inoculazione muconasale e respiratoria, per contagio diretto cutaneo, per ingestione di latte o suoi derivati contaminati o per contatto con animali infetti (come nei mattatoi). L’esordio, di tipo insidioso, avviene dopo poche settimane dall’esposizione, con cefalea, rachialgie, mialgie e febbricola e, se non trattata, diviene cronica con focolai multipli a livello cardiaco, epatico, polmonare, muscolare, ecc.

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Sindrome da lesione unilaterale trasversa del midollo spinale originariamente descritta nel 1850 e caratterizzata da emiparesi e turbe della sensibilità profonda omolaterali alla lesione; dolori; abbassamento della temperatura corporea e ipoanestesia termodolorifica controlaterali. Il limite superiore della perdita di sensibilità termodolorifica è di 2-3 dermatomeri al di sotto della lesione, poiché le fibre che entrano nel midollo non incrociano per alcuni segmenti.

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BROTIZOLAM

On 1 marzo 2009 By

È una benzodiazepina utilizzata per uso ipnotico, che agisce come GABA-agonista, facilitando l’azione inibitoria del GABA a livello del SNC. Il brotizolam dimostra un picco di concentrazione plasmatica dopo 1 ora dall’assunzione. L’emivita plasmatica, dopo somministrazione orale, risulta compresa tra le 3 e le 6 ore. Il tempo di eliminazione è prolungato nell’anziano (ca. 9 ore) e nell’epatopatico (ca. 12 ore).

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BROMPERIDOLO

On 1 marzo 2009 By

È un antipsicotico che appartiene alla classe dei butirrofenoni. Il meccanismo di azione si esplica attraverso un blocco dei recettori dopaminergici D2, mentre risulta scarsa l’attività sui D1. Il farmaco dimostra scarsa attività adrenolitica, anticolinergica ed antistaminica. Il b. non presenta metaboliti attivi. Possiede un’emivita plasmatica di 36 ore circa, raggiungendo quindi lo steady state in 7-10 giorni. Trova indicazione nelle psicosi schizofreniche e nelle altre manifestazioni psicotiche, soprattutto quando caratterizzate da deliri e allucinazioni.

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BROMOCRIPTINA

On 1 marzo 2009 By

Derivato dell’ergotamina, è un agonista dei recettori postsinaptici dopaminergici striatali (effetto antiparkinsoniano) e tubero-infundibolari (effetto anti-prolattinemico).

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BROMAZEPAM

On 1 marzo 2009 By

Benzodiazepina con azione GABA-agonista, facilitante l’azione inibitoria del GABA a livello del SNC. Il bromazepan presenta un metabolita attivo, un’emivita di 20 ore e un legame proteico del 70%. È utilizzato in tutte le forme cliniche in cui siano presenti sintomi fisici o psichici di ansia, a una posologia compresa fra 1,5 e 9 mg/die, a seconda delle patologie e della necessità clinica. Come tutte le BDZ può indurre, soprattutto all’inizio del trattamento, lieve sonnolenza, sensazione di fatica, diminuzione del tono muscolare; atassia, ipotensione e nausea in caso di sovradosaggio.

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