Lorenz Studer, del Memorial Sloan-Kettering di New York, ha pubblicato su Nature la scoperta della molecola CHIR99021, che permette alle cellule staminali embrionali di trasformarsi in neuroni funzionanti anche dopo il trapianto. Queste cellule saranno in grado di sostituire i neuroni dopaminergici danneggiati che causano il Parkinson.

Su modelli animali, la molecola permette la differenziazione delle cellule staminali “bambine” che vengono impiantate già sviluppate. In passato si usavano cellule staminali a metà percorso di crescita, che una volta immesse nel cervello morivano o proliferavano con aspetti simil-tumorali.

Scimmie e topi, dopo cinque mesi, non presentano sintomi del Parkinson, ma la sperimentazione per passare alla fase sull’uomo ha bisogno di almeno altri tre anni di studio. In Italia il numero dei malati di Parkinson è di 200mila e tre su 100 sono gli ultrasessantenni colpiti dalla malattia, la ricerca si spera avrà ricadute anche su altre patologie degenerative come la temibile corea di Huntington.

«Solo la riconversione delle cellule staminali embrionali in vitro permette di ottenere cellule efficaci, le altre cellule impiegate finora non hanno mai risposto», afferma Elena Cattaneo, responsabile del consorzio europeo Neuro Stemcell. Purtroppo la corte europea ha negato la possibilità di brevettare i risultati dei lavori scientifici e quindi di attirare gli investimenti dell’industria farmaceutica. La Cattaneo sostiene che «i brevetti in questo caso sono un arricchimento sociale» poiché nessun laboratorio universitario può sostenere la spesa per trasferire in ricerca clinica i risultati ottenuti finora.
Fonte: La Repubblica, pag. 53. edott

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One Response to Le staminali contro il Parkinson

  1. faccio il tifo mio padre era affetto dal Parkinson so cosa significa

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