Nel piano generale del servizio di emergenza territoriale, la gestione del paziente in crisi psichiatrica presenta delle criticità peculiari. Si evidenzia, infatti, la necessità di rivedere il disegno organizzativo del funzionamento della emergenza sulle 24 ore superando le diseconomie derivanti soprattutto dall’eccesso di personale utilizzato nelle sedi territoriali per garantire gli interventi nelle ore notturne e festive diurne durante le quali il numero di interventi richiesti sono davvero bassi (circa 1,25 accessi di media) anche perché sono già attivi i servizi di emergenza territoriale (deputati al primo livello della emergenza). La situazione genera addirittura un paradosso quando si considera che negli stessi servizi si registra invece una cronica carenza di personale nelle ore diurne in cui è più alta e pressante la richiesta prestazionale.

Una soluzione percorribile è quella di connettere l’emergenza notturna e festiva alla possibilità di ospitare il paziente in crisi presso presidi deputati all’osservazione, alla definizione diagnostica, ai ricoveri brevi evitando così lunghi e traumatici trasferimenti in altri SPDC di altre ASL o di altre Regioni. Collegare l’emergenza notturna e festiva al servizio di emergenza territoriale consentirebbe, inoltre, al servizio di psichiatria territoriale di riassumere la propria funzione istituzionale di servizio specializzato di secondo livello e di garantire la continuità terapeutica anche in acuzia, grazie alla vicinanza della equipe curante competente territorialmente.
Con un modello operativo così organizzato si garantisce una buona utilizzazione delle risorse
professionali disponibili nei luoghi e nelle fasce orarie ottimali; si evitano spostamenti lunghi ed inefficaci in altri territori; si consente alle equipe territoriali di non perdere il contatto relazionale e terapeutico con il paziente ed ai familiari una maggiore vicinanza al congiunto ricoverato o in crisi acuta. Tale modello operativo consente una maggiore e più appropriata attivazione dei LEA sia in una ottica prestazionale che in termini di monitoraggio e controllo dei progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati (PTRI).
Azioni
In questo scenario assume rilievo il nuovo Piano di Riassetto delle rete ospedaliera (decreto n. 49 del 27/09/2010) sia nella parte che definisce la collocazione dei presidi ospedalieri di ricovero (SPDC) e la quantizzazione dei posti letto, sia nella parte dei Dipartimenti strutturali Integrati delle Emergenze (DIE) riferita alla individuazione della rete dei SPDC. Sono in corso azioni di riordino del percorso di riconversione delle vecchie cliniche neuropsichiatriche in residenze sanitarie assistite dedicate alle varie tipologie di disabilità psichica; la definizione degli accorpamenti territoriali per l’emergenza notturna e festiva; la regolamentazione del lavoro notturno e festivo con la riorganizzazione delle modalità dell’intervento e l’ottimizzazione nell’uso delle risorse professionali (mediche e di comparto) disponibili.
Obiettivi
La scelta operativa immediatamente realizzabile è quella di formulare specifici indirizzi regionali che definiscano i rapporti tra il DSM ed il Servizio per le emergenze territoriali al fine di consentire il trasporto in ambulanza 118 di utenza in crisi psichiatrica, nelle ore notturne e diurne festive, al Presidio Ospedaliero più prossimo dotato di reparto di Psichiatria o, in alternativa, presso una struttura, indicata dal DSM, idonea a consentire ospitalità in osservazione per la formulazione di una corretta diagnosi, per la gestione della crisi, per il ricovero breve, per l’accoglienza in loco del paziente onde evitare lunghi e diseconomici trasferimenti fuori ASL.
Obiettivi regionali a breve termine (entro il 1°anno):
- Indirizzi regionali per la corretta definizione dei rapporti tra DSM e Servizio di Emergenza Territoriale
Obiettivi aziendali a breve termine (entro il 1°anno):
- Regolamenti Aziendali tra DSM e Servizio di Emergenza Territoriale 118
- Programmazione di un corso aziendale di formazione e aggiornamento per la gestione della crisi psichiatrica dedicato agli operatori del servizio di emergenza territoriale e dei DSM
- Produzione di un report a cadenza trimestrale sul numero di interventi effettuati in urgenza notturna e festiva, delle ore di lavoro aggiuntivo e delle risorse umane disponibili
- Mappatura delle aree aggregate e dei relativi centri per l’intervento di urgenza notturna e diurna
festiva
Obiettivi regionali a medio termine (entro il 2° anno):
- Monitoraggio del funzionamento della nuova modalità operativa di gestione delle emergenze
psichiatriche
- Partecipazione alla diffusione dei flussi informativi ministeriali dedicati
Obiettivi aziendali a breve termine (entro il 2°anno):
- Promozione del funzionamento della nuova ,modalità operativa
- Monitoraggio degli interventi di trasferimento di urgenze psichiatrica fuori ASL
- Messa a punto di un set di indicatori per il monitoraggio
Obiettivi regionali a lungo termine (entro il 3° anno):
- Messa a regime del nuovo sistema di emergenze
- Valutazione dell’impatto
Obiettivi aziendali a lungo termine (entro il 3° anno):
- Report finale e dati prestazionali e del monitoraggio clinico-organizzativo della nuova modalità di
funzionamento e di integrazione sulla emergenza.

Fonte BURC n° 32 del 27 maggio 2011

 

20 Responses to Riorganizzazione emergenza psichiatrica in Campania

  1. Vincenzo scrive:

    BLa BLA BLa BLa BLa………..tanti bei propositi;
    La verita e che dietro tutto questo c’è la lotta di parte dei medici psichiatrici al fastidio della reperibilita notturna;
    Tutti sanno delle carenze del 118(non x colpa degli operatori);
    Alla fine tutti questi bla bla bla…porteranno solo all’aumento dei T.S.O.,xchè il 118 trasportera il paziente nel P.S. piu vicino,che scaricherà lo stesso al primo S.P.D.C.,con relativo ricovero e aumento dei costi(vedi quanto costa un ricovero).
    La verita è che tutti i sistemi o proposte x far funzionare meglio la psichiatria sono buone nelle intenzioni,se vengono realizzate;anche il sistema attuale,ma non viene fatto funzionare.
    pero non nascondetevi dietro ai pazienti,e fate le vostre battaglie allo scoperto;NON VOLETE FARE LE REPERIBILITA,il che puo essere anche condiviso,ma siate sinceri-

  2. AipsiMed scrive:

    Di bla, bla, bla demagogici ne è pieno il mondo, tant'è che le sarà sfuggito che l'argomento che ha commentato, forse in modo frettoloso, è il nuovo piano sanitario regionale. Ad ogni modo diamo spazio a tutti. Cordiali saluti

  3. damiano apredda scrive:

    Sono d’accordo con Vincenzo riguardo la reperibilità dei medici anche se questi ,per amor del vero, vengono pagati una miseria per la presiazione. Spesso si fanno ricoveri in S.P.D.C. a pazienti che hanno bisogno di allontanarsi solo per qualche ora od un giorno dal loro ambiente domestico senza impegnare quindi personale del 118 e posto letto in strutture ubicate ai confini regionali. Pertanto non capisco perchè non vengono valorizzati invece di eliminarli i CENTRi CRISI presenti nei servizi territoriali ci sarebbe meno sofferenza e più soldi.

  4. tirebouchon scrive:

    Il problema non è non fare le reperibilità, ma offrire servizi adeguati alle esigenze dei pazienti. Tenere in brando un sacco di personale infermieristico a dormire di notte nei vari CSM è non solo una spesa inutile, ma anche uno spreco di risorse: è più importante che il personale si rechi a domicilio ogni giorno dai pazienti fornendo loro l’appoggio e l’aiuto necessari, o è più importante che sia inserito in turni tali solo che di tanto in tanto sia presente in servizio? A questa domanda quasi tutta Italia ha risposto: meglio che il personale sia presente ogni giorno in servizio invece che dorma di notte! Le urgenze, che sono una piccola parte della psichiatria, possono essere gestite tranquillamente dal servizio deputato all’emergenza. Se questo accade a Milano, come a Roma, a Bologna o a Genova, non si vede perchè non debba accadere anche a Napoli. Credo che ci sia non poca malafede da parte dei sostenitori delle reperibilità sul territorio: squallidi motivi politici, sindacali o meramente il vil denaro dei finti straordinari.

  5. damiano apredda scrive:

    Caro sig. tirebouchon bisogna dare i remi ai barcaioli per farli remare altrimenti questi verranno chiamati fannulloni. Sguarnire i servizi territoriali di centro crisi, di attività riabilitative, di strutture intermedie residenziali e considerare fannulloni chi comunque è stato ed ancora lo è in prima linea con il disagio mentale non è la strada adatta per dare le giuste risposte ai sofferenti psichici. Tenere svegli gli operatori del 118 che per mancanza di posto letto negli SPDC di Napoli ricoverano pazienti a Polla o a Vallo della Lucania per far dormire beatamente gli infermieri del territorio a cui hanno sottratto l’indispensabile CENTRO CRISI mi sembra una cosa dispendiosa e insonne.

  6. aipsimed scrive:

    I cosiddetti "centri crisi per le urgenze" sono di fatto illegali in tutto e per tutto. Non sono day hospital, nè O.B.I., nè posti ospedalieri, nè posti letto, non in regola con le più essenziali norme della 626, "nè carne e nè pesce" e, così come pensati da certi demagoghi, sono solo dei ghetti, esistenti solo sulla carta peraltro (perchè bloccati sul nascere dagli operatori, medici, infermieri e altri). Se si parla di Psichiatria, si parla anche di Medicina, non solo di assistenza sociale. Torneremo sull'argomento "centri crisi" anche rispetto a ciò che esiste in altri Paesi Europei, ma con fatti, non chiacchiere. Cordiali saluti

  7. damiano apredda scrive:

    In venti anni di lavoro in psichiatria in una U.O.S.M. effettuati in SPDC, SIR, e territorio ho sempre lamentato la mancanza di una struttura alternativa al reparto per quei pazienti che avevano bisogno di stare per qualche giorno in osservazione. Una struttura con due o quattro posti letto con infermieri e medici (a chilometro zero) che già seguono il paziente nella sua patologia non è un ghetto per chi conosce alcuni SPDC campani . Purtroppo in psichiatria si costruisce un unica scarpa per qualsiasi grandezza del piede e non dare ad un piede la giusta misura di scarpa. Non è cattiva assistenza sottrarre un paziente dal suddetto ghetto per ospitarlo in strutture anguste con numerosi pazientie (uomini e donne) con diverse patologie (schizofrenia, bipolarismo, depressione etc,) e lontano dal proprio contesto familiare. Il problema è che ai centri crisi non si è data la giusta funzione grazie alla superficialità di professionisti per cui i reparti di diagnosi e cura sono la principale risposta da dare al paziente.

  8. AaPp scrive:

    Credo che tutta questa discussione non abbia senso se non inserita nel contesto di legge. Il TSO é pensato per il ricovero in ambiente ospedaliero, non nel centro sociale improvvisato. Si parla di situazioni di crisi come se si parlasse di una lite di coppia. Le vere crisi in psichiatria non sono risolvibili se non con ricoveri in strutture adeguate, vale a dire reparti con un nemero adeguato di letti e quindi di personale, e spesso in un quadro di legge di tipo coercitivo. Un medico e due infermieri per un centro crisi di quattro letti é improponibile dal punto di vista dei costi. Inoltre non vanno confuse le emergenze psichiatriche con quelle sociali. Queste ultime dovrebbero ricevere l’attenzione degli amministratori: quante volte i colleghi del DEA chiedono consulenza psichiatrica urgente di notte per senza fissa dimora che bivaccano nelle sale d’attesa solo perché i servizi sociali non sanno che farne? Purtroppo in tutto il mondo quando non c’é una risposta si chieda alla psichiatria di intervenire, ma senza mezzi e in un quadro legislativo e normativo confuso.

  9. Filippo Palladino scrive:

    Ri- Usciamo allo scoperto. Io non voglio fare le reperibilità perchè pagate una miseria. io non voglio fare le reperibilità perchè in sette anni i colleghi del 118, gli AS DEL COMUNE, I cARABINIERI, LA POLIZIA, i vicini di casa MI HAnno CHIAMATO PER UN INTERVENTO CONGRUO IN TRE O QUATTRO OCCASIONI appena, il resto delle chiamate erano per fattori estranei alla psichiatria che non è meno degna del 118 e quindi perchè essa deve farsi carico di ciò che non è di competenza medica. Io non voglio fare le reperibilità perchè di notte si sprecano risorse e nei CSM col cavolo che un infermiere si assenti di notte ma di giorno è pieno di “defezioni”.non voglio fare le reperibilità perchè per legge i colleghi del118 devono fare tutti gli interventi di emergenza e per essi maturano diritti su diritti che agli psichiatri non spettano. non voglio fare le reperibilità perchè da quando non le faccio alla ASL di Avellino le chiamate notturne sono meno di una al mese perchè il paziente, che è pazzo ma non è scemo, e i suoi familiari, quando devono mettere in moto una emergenza del 118 chiamano solo se necessario mentre quando avevano il reperibile disponibile hanno chiamato in emergenza anche per diarrea, per assenza di un posto dove dormire e addirittura per un paziente già morto a cui era necessario fare la comunicazione di morte ai familiari “normali”. non voglio fare le reperiblità perchè il colleghi del 118 si stanno comportando in maniera esemplare e cogruo senza defezioni in nostra assenza perchè un’emergenza è un’emergenza ed è sparita (o quasi) in loro il mito secondo il quale arriva lo psichiatra e con la sola imposizione delle mani risolveva il problema

    Cordiali saluti

  10. AaPp scrive:

    Caro Filippo pienemente d’accordo: spesso é l’offerta che genera una domanda. Prendete i CSM 12 o 24 h. Pensate che uno schizofrenico paranoico e delirante venga a chiedere di essere visto, magari da uno psichiatra che non conosce e che sicuramente gli propone in urgenza dei farmaci o un ricovero. Chiaro che no; chi utilizza il servizio in urgenza: gli uomini o donne affetti da disturbi d’ansia o da Disturbi della Personalità. Sapere di poter avere una risposta rapida alla propria ansia aumenta la dipendenza del paziente che non ci prova nemmeno a conviverci o a trovare altre soluzioni. Nel mio CSM ho studiato gli alti utilizzatori del servizio ed abbiamo anche pubblicato il lavoro. Le donne con DP borderline era le piu alte utilizzatrici ed in piu venivano ricoverate almeno 4 volte l’anno. Quindi attenzione in molti casi si puo divenire iatrogeni.
    Infine ricordo anch’io un giorno una chiamata passatami dal centralino. Il carabiniere di turno mi dice che una persona si é gettata nel fiume ed é deceduta. Gli spiego che noi curiamo soprattutto i vivi, lui mi dice ma lei non é il medico legale? No sono lo psichiatra! E lui mi dice in efetti non credo che il soggetto le possa parlare. La centralinista aveva passato la chiamata a me perché eri l’unico ledico che alle 17 del venerdi rispodneva al telefono nell’ospedale.

  11. luigi Scarano scrive:

    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    La riserva di legge, inserita nella Costituzione, prevede che la disciplina di una determinata materia sia regolata soltanto dalla legge primaria e non da fonti di tipo secondario.

    Con il recente piano_sanitario_regione_campania_2011-2013-burc_n.32_del_27mag2011.la giunta di centrodestra ha finalmente affossato la legge Basaglia, la psichiatria basata sull’uomo, sulla deospedalizzazione, sulla non criminalizzazione del disturbo mentale. La chiusura del DSM sulle 12 ore e la riorganizzazione dell’emergenza territoriale da effettuarsi da parte del 118, è riportare indietro nel tempo la psichiatria nella Regione Campania. Riapriamo i manicomi! dunque…ospedalizziamo il pazzo criminale!
    “Ospitare il paziente in crisi presso presidi deputati all’osservazione, alla definizione diagnostica, ai ricoveri brevi……vecchie cliniche neuropsichiatriche in residenze sanitarie…”
    Ma non vi vergognate!!! Avete smarrito l’anima?? Abbandonare il paziente quando è in uno stato acuto! Quando è maggiormente indifeso e affidarlo nelle mani incompetenti della “sbirraglia” che lo preleva a forza e lo rinchiude là, dove venivano rinchiusi 30 anni fa!
    “Il numero di interventi richiesti sono davvero bassi (circa 1,25 accessi di media)”
    Cari signori è proprio questo numero che ci fa onore! Il paziente è seguito anche di notte con visite domiciliari, viene somministrata la terapia, egli si fida di noi, siamo come un faro nella notte! Siamo una voce umana che lo ascolta! Centinaia di telefonate ogni notte! Solo per rassicurarci che ha preso la terapia.! E’ tranquillo per questo!
    Il nostro compito principale è la deospedalizzazione, curare il pz. presso il suo domicilio, essere a sua disposizione notte e giorno! Sbaglio o questi erano i principi della Legge 180? E della Legge Regionale n°1 del 03/01/1983? , “Ciascuna USL, utilizzando il personale della equipe multidisciplinare, deve organizzare per le esigenze dei trattamenti sanitari obbligatori, un servizio di guardia funzionante per tutto l’ arco delle 24 ore composto da: un medico di guardia e un numero adeguato di infermieri”.
    Questo piano contrasta con tutte le leggi emanate in psichiatria degli ultimi trent’anni! E’ un piano incostituzionale, razzista, che aumenterà la spesa sanitaria portando ad un numero record di TSO. Ma il nuovo Sindaco è al corrente di questo demenziale piano? Quando firmerà tutte quelle Ordinanze Sindacali saprà che non verranno effettuate secondo le norme delle Leggi italiane?
    Sarà anche lui correo?
    E il servizio del “118” è al corrente di quanto si trama alle loro già oberate spalle? Oberate da illegali e massacranti turni di straordinario al limite delle loro forze, buttati allo sbaraglio come carne da cannone contro una città pazza, malata, violenta!
    Sono al corrente che dovranno fare – “Programmazione di un corso aziendale di formazione e aggiornamento per la gestione della crisi psichiatrica dedicato agli operatori del servizio di emergenza territoriale e dei DSM”

    Avete perso l’anima, oh psichiatri! Capisco le vostre lagnanze 20 euro per una reperibilità! Roba da terzo mondo! Però non si può tradire! Questo è tradire anche sé stessi, le proprie idee, la propria nobile Arte, i propri Maestri!

    “Obiettivi aziendali a lungo termine (entro il 3° anno):
    Report finale e dati prestazionali e del monitoraggio clinico-organizzativo della nuova modalità di
    funzionamento e di integrazione sulla emergenza”: Siamo tornati al Medioevo! Tutti i pazzi sono chiusi in manicomio! I DSM non esistono più! Basaglia è morto! Sigh!

  12. aipsimed scrive:

    Abbiamo ricevuto e pubblicato questa accesa critica di un infermiere di Napoli sulla questione annosa delle "reperibilità sostitutive territoriali in urgenza" (che sono del tutto illegali e che molti confondono con quelle integrative ospedaliere), nonostante espressa, in certi passaggi, con termini offensivi (la si può leggere anche quì: http://www.labsalutementale.org/profiles/blogs/psichiatria-napoli-s…) su LabSalutementale. Il Lab si batte anche per questo: che tutti esprimano le proprie idee. Non mettiamo in dubbio la buona fede del "critico": non ci permetteremmo mai semplicemente perchè non lo conosciamo. Non abbiamo nemmeno molto tempo di smontare punto per punto la critica un pò traballante e ci limitiamo per ora a questa cortese risposta.

     

    Gentile signor Luigi, il Lab è aperto a tutti, ospita anche le critiche, anzi ben vengano, ma espresse civilmente! Si sta rivolgendo a persone che nemmeno conosce, eppure con tanta leggerezza spara a zero dicendo che "dovrebbero vergognarsi gli psichiatri". E di cosa? E quali psichiatri se è lecito chiederglielo? Dei 12 euro circa per 12 ore di reperibilità (non 20) la maggior parte degli psichiatri non se ne importa un fico secco (e non perchè siano ricchi) anzi li regalano ai pazienti bisognosi tutti i giorni! Lei lo sa questo? Centinaia di telefonate per notte? Davvero? Ce lo dimostri perchè questa è nuova! Tabulati alla mano a nessuno risultano queste centinaia di telefonate per notte che nemmeno il 118 può vantare in tal numero! Siamo precisi per favore! E si rivolga ai suoi interlocutori anche duramente, ma non con termini offensivi, perchè proprio noi del Lab non abbiamo nulla di cui vergognarci, anzi! Lo dimostrano i nostri pazienti, i loro familiari, gli infermieri e tutti gli operatori con i quali lavoriamo tutti i giorni: possiamo anche sbagliare, ma ci mettiamo il cuore. In ogni caso grazie per aver espresso la sua idea perchè siamo persone che si battono anche per questo: affinchè tutti possano esprimersi (civilmente). La lasciamo con una frase di Eduardo e la salutiamo cordialmente: 

    ‘A calunnia? E chella «è un venticello»,

    dico vicin’ a ‘o viento: «Nun sciuscià? »

    Quann’ha fatt’ ‘a sfucata vene ‘o bello,

    allor’ accuminciamm’ a raggiunà.

  13. damiano apredda scrive:

    Sarei lieto se l’AIPSIMED richiamasse alla correttezza anche chi offende gli infermieri del territorio chiamandoli fannulloni, dormienti, etc…. Si deve avere il coraggio di denunziare o tacere.

    Cordiali saluti.

  14. aipsimed scrive:

    Se ci illustra il caso faremo un comunicato. L’Aipsimed non ha mai fatto discorsi “classisti” e, per inciso, fannulloni, disonesti, dormienti, sono, ovviamente, in ogni categoria professionale, ivi compresi i medici. Chi ci conosce bene, sa quanto riteniamo fondamentale l’opera preziosa di tutti nella psichiatria, che non la possono fare i soli psichiatri: infermieri, familiari (i cosidetti careers), psicologi, educatori, pazienti, si anche i pazienti, volontari ecc. Grazie del commento in attesa della sua risposta

  15. ermenegildo scrive:

    sarebbe interessante sapere poi quale interesse muove questo signor Vincenzo. Anche perchè la questione è molto complessa e non si può riassumere, in modo evidentemente di parte, nella mancanza di disponibilità alla reperibilità dei medici. La verità è che purtroppo ad oggi, a Napoli, il modello di assistenza dei paziente psichiatrici è stato ritagliato sulla necessità del comparto di mantenere un adeguata quota di straordinario: basta vedere cosa risulta dai dati delle ASL na 1 centro. E si capirebbe cosa drena tanto denaro e quali sono gli interessi in campo. Ma pur dissentendo sul metodo, si potrebbe garantire al personale degli incentivi ma in base ad un’attività programmata e documentabile e non bloccando invece qualsiasi tentativo di riformare l’organizzazione dell’emergenza psichiatrica. Tra l’altro sarebbe interessante sapere quale assistito non psichiatrico gradirebbe essere assistito da un’organizzazione farraginosa che non dispone di risorse adeguate (non è in rete e deve cercare i posti tramite una centrale operativa via fax, con i tempi necessari; non può intervenire tempestivamente perchè i tempi sono quelli di un intervento in reperibilità -mezz’ora solo per raggiungere il servizio, e poi si può cominciare a capire dove andare- assoluta mancanza di posti letto che in una città come Napoli dovrebbero essere almeno un centinaio Da Progetto Obiettivo Tutela dela Salute Mentale, e sono poco più di venti). Verrebbe da domandarsi di quale assistenza stiamo parlando, se non di quella fondata sul grande sacrificio di alcuna categorie professionali ma soprattutto degli assistiti, così approssimativa e male organizzata.

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