Essere psichiatra nell'era delle linee guida, protocolli e algoritmi

Di Henry A. Nasrallah, MD* L’assistenza personalizzata è il cuore di una buona assistenza medica. Si tratta di un ingrediente indispensabile per risultati clinici ottimali, perché ogni paziente è unico, come un individuo e come paziente, e richiede un trattamento personalizzato. Se 10 pazienti con depressione si recano da un psichiatra, ognuno sarà diverso e deve essere trattato di conseguenza. I loro sintomi possono essere tematicamente simili ma differiscono ampiamente nella presentazione e nel contenuto. Le loro storie mediche e psichiatriche e sociali, educative, religiose, etniche, socioeconomiche, comportamentali e le diversità attitudinali possono essere sorprendentemente complesse e diverse. Proprio come i sintomi dei pazienti “possono essere simili ma diversi”, così sarà la loro possono risposta ad un antidepressivo specifico o psicoterapia. Gli esiti clinici e funzionali varieranno ampiamente come grado e valenza. Alla luce di queste differenze individuali fra i nostri pazienti psichiatrici, perché i medici sono bombardati e invitati , da vari Enti, ad abbandonare il tradizionale approccio medico ai loro pazienti? Perché c'è una spinta a trasformare un’assistenza clinica personalizzata in un sistema di “linea di montaggio”, in cui i pazienti sono definiti dalle loro malattie e sono gestiti come dei "widget umani" come se essi potessero essere "trattati" in una maniera identica, protocollata, meccanica? Questo è del tutto antitetico all'approccio personalazzita, inerente il classico e altamente efficace rapporto medico-paziente.
* Editore di Current Psychiatry