NAPOLI – Un uomo è morto nel primo pomeriggio (di venerdì 16 setembre)  dopo che il personale di un' ambulanza del 118, chiamata per il suo forte stato di agitazione, gli ha praticato una iniezione di Valium. L'uomo, di 55 anni, abitava in via S. Eframo Vecchio, nel quartiere di San Carlo all' Arena, ed era – secondo quanto riferito ai medici del 118 – in cura per problemi nervosi.

L'ambulanza è intervenuta dopo che l'uomo aveva dato in escandescenze, poco dopo le 15.30. Sul posto era già intervenuta una pattuglia della polizia. Il medico – ha detto il coordinatore del servizio 118, Giuseppe Galano – dopo aver constatato un «forte stato di agitazione psico-motoria» del 55 enne ha chiesto l'intervento dell'Igiene Mentale per un trattamento sanitario obbligatorio. Nelle fasi dell'intervento del 118 il 55enne ha aggredito una donna, che è stata soccorsa e medicata all' ospedale «Loreto Mare».

Dopo aver chiesto ai familiari se il paziente soffrisse di allergie per alcuni farmaci ed avesse già fatto uso in passato di Valium gli ha praticato un'iniezione del prodotto. Pochi minuti dopo l'uomo è morto per arresto cardiaco. La fiala di Valium è stata sequestrata dal pm della Procura di Napoli, che sta ancora interrogando il medico, l'infermiere e l'autista dell'ambulanza del 118. Accertamenti sono in corso sul fornitore del farmaco alla Asl 1.

Fonte http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=163277&sez=NAPOLI

 

29 Responses to Uomo in stato di agitazione muore dopo iniezione di Valium

  1. pippo scrive:

    Non vengono precisati, nell’articolo, i dosaggi e la via di somminiustrazione..

  2. apredda damiano scrive:

    Povero 118 su cui si sta scaricando il fardello delle cattive gestioni delle diverse aree sanitarie. Il paziente psichiatrico ha bisogno di un personale preparato alla gestione della crisi , infermieri e medici che conoscendo le sue condizioni psicofisiche riescono a gestire con l’accoglienza e se necessario con i farmaci l’emergenza.

  3. AnnaM scrive:

    il solito sciacallaggio… però la prossima urgenza ci mandiamo un’equipe formata da certi esimi colleghi e da cotanti infermieri professionali. con le loro parole resusciteranno pure i morti… che schifo…

  4. piera scrive:

    per favore evitiamo le solite squallide strumentalizzazioni a fini personali di eventi che ultimamente, forse a causa della situazione disastrata della nostra ASL e ancor più del parente povero dipartimento di psichiatria, stanno diventando frequenti…

  5. Cristian scrive:

    siamo d’accordo, ma non bisogna essere psichiatri x poter somministrare una fiala di valium ad un paziente agitato e che già ne aveva fatto uso. il problema è invece quello di trovare subito il colpevole… Ormai i medici sono sottomira di giudici e magistrati, altro che silvio!!!

  6. Francesco D'Ostuni scrive:

    la cosa triste è che si riesce a parlare di salute mentale solo se scappa il morto, ma mai dei problemi quotidiani e delle carenze organizzative cui si incorre nel lavoro quotidiano. dovremmo cercare di far parlare di noi per le cose che facciamo quotidianamente tra tante difficoltà, e provare a fare proposte concrete per migliorare le cose. si dovrebbe tornare a programmare e non star sempre dietro alle emergenze.

  7. AP scrive:

    Ragazzi ma cosa spera di trovare nella fiala il magistrato. Si sa che anche farmaci innocui come il Valium posso determinare crisi respiratorie in pazienti con patologie respiratorie gravi, o in caso di eventi cerebrali acuti attraverso la soppressione dei centri del respiro. La verità è che l’uomo avrrebbe dovuto essere gestito dalla polizia, ammanettato oppure contenuto, e portato in DEA. A Torino la maggior parte dei medici del servizio SUP Servizio Urgenza Psichiatrica fa cosi da quando un clochard è morto per una fiala di Largactil.

  8. aipsimed scrive:

    Grazie AP

  9. Gianni Sarnelli scrive:

    Scusate, ma ,prima di prendere posizioni di parte, non sarebbe il caso di attendere di sapere co certezza perchè questo pover’uomo è morto?

  10. apredda damiano scrive:

    Talvolta capita che un paziente per l’assunzione della terapia preferisce aprire la porta di casa ad un operatore piuttosto che ad un altro.
    Talvolta capita che in un S.P.D.C. per l’assunzione della terapia un paziente preferisce l’approccio terapeutico di un operatore piuttosto che di un altro.
    Talvolta un trattamento sanitario obbligatorio può , con operatori della salute mentale che conoscono il paziente, mutare in trattamento in volontario .
    Alcuni pazienti scelgono il medico oppure l’infermiere per aiutarsi nella terapia.
    Affidarsi al solo farmaco per fronteggiare le problematiche psichiatriche senza l’aiuto della parola, della psicoterapia e della gestualità quindi della componente umana del medico o dell’infermiere è cosa SBAGLIATISSIMA. Purtroppo noto che alcuni operatori della salute mentale saturi di nozioni scientifiche dimenticano il fattore umano affidando al solo farmaco la “resuscitazione del morto”. Non è cosa da meravigliarsi se non si conosce il fù Sergio Piro deridendo qualche suo discepolo che con la parola ha certamente fatto meno danni di un farmaco che in brevissimo tempo sembra risolvere i problemi di chi soffre le patologie psichiatriche. Credetemi ciò che scrivo non è sciacallaggio ma sono osservazioni fatte dallo scrivente sul campo. Ho visto il dott R…. deridere dalla finestra di un D.S.M. il dott. P…. che parlava con uno schizofrenivo in giardino, grave paziente che chiamavamo solo per somministrargli il farmaco. Un giorno il paziente L…. venne in infermeria per parlare con gli infermieri e allora anche noi come il dott. P…. parlammo con lui in infermeria , poi in giardino eppoi anche sulla spiaggia di CastelVolturno. Ci fu il risveglio quella cosa non era più tale ma una persona. Dopo mesi il dott. P…. se ne andò ma rimase il dott R ….. con la sua borsetta di farmaci mentre il paziente P…riprese a fare il morto.

  11. AaP scrive:

    in effetti quello che Lei scrive Damiano non é sciacallaggio, sono idiozie. Un medico che sia del 118 o Psichiatra è obbligato ad essere nella relazione con il paziente. Io non conosco nessun medico che viaggia con il colpo (vedi fiala di Valium) in canna. Qui stiamo parlando non del poetico giardino di cui parla lei ma di una situazione di grave agitazione psicomotoria, con aggressività eterodiretta e pericolosità estrema. Io concordo che la fiala non é la prima risposta, ma in questi casi credo che il Prof Piro avrebbe chiamato la polizia!

  12. fabry scrive:

    puo’ succedere come in altri casi in chirurgia medicina o altre branche che un farmaco provochi il decesso..

    Se un medico lo ha prescritto vuol dire che ce ne era bisogno se ne parla perche’ in questo caso pare che sia stato il farmaco a provocare il decesso ..

    Quando invece il farmaco non provoca effetti collaterali (tra l’altro previsti dai bugiardini ) allora va tutto bene..

  13. damiano apredda scrive:

    Con gli operatori del 118 stabiliamo sempre un rapporto collaborativo per la gestione del paziente psichiatrico in emergenza. C’ è un reciproco riconoscimento professionale. L’ altra notte il 118 con la presenza della polizia ha chiesto un nostro intervento, era un paziente seguito dal nostro servizio che ricoverammo con tranquillità. La nostra presenza è stata importante non perché “super infermieri” o “super medici” ma perché ,semplicemente, conoscevamo il paziente e le sue problematiche sociali e patologiche.
    Il personale di un D.S.M. deve seguire il suo paziente nella prevenzione, nella cura e ancor più in emergenza e di questo sono consapevoli anche gli operatori del 118 che di fatto in piena emergenza (anche se qualcuno dice che non è emergenza) chiedono l’intervento degli operatori della salute mentale.

  14. aipsimed scrive:

    Signor Damiano lei è ingiusto in questo modo. Se fosse come dice lei allora bisogna, per dovere di giustizia, onestà, uguaglianza, istituire Centri di salute cardiologica, Centri di salute neurologica, Centri di salute pediatrica, tutti aperti 24 ore, con infermieri e medici che conoscono i loro pazienti. Così quando il 118 arriva a casa per un bambino in crisi respiratoria, o per un adulto con addome acuto, con un infarto, con un ictus, uno dice "aspettate, chiamo il mio centro di salute pediatrica" , o il mio "centro di salute cardiologica". Ecco, questa è onestà, giustizia, uguaglianza! 

  15. AP scrive:

    Dico di piu, gli operatori del CSM dovrebbero passare le giornate a bussare a tutte le porte e conoscere tutti i cittadini del territorio perché altrimenti in caso di una prima crisi psichiatrica acuta per paziente mai seguito, il 118 non troverebbe nessuno da chiamare che già conosca il paziente e magari gli dia del tu. E’ proprio vero che in Italia se non conosci qualcuno…..

  16. Mimmo scrive:

    credo che il commento del sig. damiano non sia cosi ingiusto.
    Mentre i pazienti che hanno altre patologie chiedono quasi sempre aiuto agli operatori sanitari;
    il paziente psichiatrico spesso rifiuta tale aiuto che va conquistato con la fiducia che gli operatori si conquistano giorno dopo giorno,
    non voglio dilungarmi sulla particolarita delle patologie psichiatriche,ma va detto che esse incidono sul comportamento del paziente modificandone a volte la natura stessa.
    Ecco perchè il bisogno di un centro di igiene mentale;
    anche un paziente con patologia grave non psichiatrica ha bisogno del supporto di un psichiatra,ma questo mantiene intatta la popria coscienza.
    ill commento del sig. Damiano andrebbe allargato e discusso e non bocciato con troppa sufficienza.

  17. damiano apredda scrive:

    Per la gestione di un cardiopatico, di un nefropatico etc il 118 non chiede l’intervento di infermieri o medici dell’are medica di competenza. Per la gestione di un paziente psicotico il 118 e le forze dell’ordine aspettano con pazienza l’arrivo sul posto degli operatori della salute mentale. Dopo consulenza psichiatrica in un P.S. ospedaliero i medici chiedono a noi la gestione del paziente (il ricovero in s.p.d.c. con relativo trasporto). Perché ciò accade? Io la risposta già l’ho data. Attendo la vostra con impazienza. GRAZIE

  18. AP scrive:

    Caro Damiano nel primo caso se qualcuno puo fare il lavoro al posto tuo perché no? Soprattutto se questo ti evita di entrare in contatto con la sofferenza mentale, perché no? Mi spiace ma non la chiamano perchè pensano che lei sia capae a gestire meglio il paziente, ma perchè cosi non lo devono gestire loro. Nel secondo caso é normale che se lo psichiatra indica il ricovero e se l’SPDC é lontano o il posto letto é lontano, cosa sinceramente aberrante e tipicamente italiana, allora è chiaro che ci vuole personale dedicato a cio, cosa che il 118 ed il DEA non hanno. Le faccio io una domanda perché i neuropsichiatri ed i medici psichiatri che lavorano nei SERT non partecipano alle reperibilità e alle guardie dei DSM? Perchè chi puo evitarsele se le evita, a discapito di chi poi va in burn out per troppo lavoro! E’ bello che lei abbia questo entusiasmo, ma non é buono che la psichiatria sia considerata come “un mondo a sè”…

  19. Mimmmo scrive:

    Quest’ultimo commento mi lascia alquanto perplesso;
    Se qualcuno può fare il lavoro al posto tuo perchè no?
    non ti chiamano per la tua capacità di gestire o meglio conoscere il paziente,ma perchè cosi non lo gestiscono loro.
    ci vuole personale dedicato solo perchè gli S.P.D.C sono lontani;
    Chi può evitarsele(vedi psichiatrici del SERT) se li evita;
    E le stelle* stanno a guardare…….. (*Pazienti con problemi psichici)

  20. AP scrive:

    Caro Mimmmo i pazienti con problemi psichici hanno bisogno di essere ben curati innanzitutto, in strutture adeguate, con mezzi adeguati. Il servizio di urgenza psichiatrica territoriale notturno è una buona cosa se inserito in un contesto organizzativo adeguato. Teoricamente dovrebbe servire soprattutto ad evitare ricoveri inutili. Il problema è che se la coperta è corta ci si deve chiedere se mantenere un servizio del genere è un vantaggio per i pazienti o no. Se di giorno sei sotto organico perchè gli infirmieri della notte recuperano, allora a cosa serve? Dal momento che c’è un servizio deputato all’urgenza lasciategliela gestire! Io ho visto situazioni gestite molto meglio dal 118 o addirittura dalla polizia piuttosto che dagli operatori della salute mentale. Ed alcuni pazienti vedono gli operatori come persecutori, per cui l’intervento terzo é un’ottima cosa!

  21. Mimmmo scrive:

    Ti rispondo:
    1)Questo è il negare la propria specialità;
    2)E ribadire che è meglio che il tuo lavoro lo faccia qualcun’altro al posto tuo.
    3)Servono più infermieri;
    4)L’ASL sono vent’anni che non fa un concorso e molti infermieri sono andati in pensione.
    5)E’ un vantaggio per i pazienti avere, ovviamente ,più servizi disponibili;
    6)Il servizio di urgenza psichiatrica territoriale notturno si informi NON ESISTE,esiste un servizio di consulenza medica(psichiatrica);

  22. AP scrive:

    Le rispondo: 1) io non nego un bel niente 2) l’urgentista é un medico che dovrebbe essere formato a gestire ogni tipo di urgenza, anche psicosociale. Quindi in questo momento c’é già qualcuno che chiede alla psichiatria di fare sul territorio di notte un lavoro che nella maggior parte delle regioni é gestito dal 118 3) sono d’accordo, ma ben formati e che prima di arrivare in psichiatria abbiamo conosciuto varie realtà, 4) molte ASL hanno sperperato i soldi con l’avallo dei sindacati ed ora ne pagano le conseguenze i malati, 5) ovvietà, 6) non sono campano, non conoscevo questa sottile differenza, ancora peggio mi chiedo a cosa serva un servizio di consulenza medica notturna. Consulenza a chi? come e quando? idiozia pura!

  23. Mimmmo scrive:

    Caro AP non l’avevo capito che non eri campano,dai suoi commenti,anche quelli precedenti,pensavo che lei sapesse quello che

    diceva;
    Ma mi creda ,anche cosi i conti non mi tornano;
    “L’urgentista” è un medico che dovrebbe…..”,ma stiamo commentando di cose reali o di come piacerebbe ad ognuno di noi come

    dovrebbe giustamente essere(magari come avviene nei Film);

    In settimana mi trovavo nel reparto di medicina del loreto mare-Napoli (h12,00),
    dieci barelle in corridoio,inservienti che servivano il pranzo facendosi largo tra parenti e flebo e sacche di urina;
    infermieri che percorrevano lo stesso tragitto nel tentativo eroico di rilevare una pressione arteriosa,e mi fermo qui;
    ho visto il manicomio o meglio l’inferno.
    Non le chiedo di credermi,vada a vedere con i suoi occhi.
    Si chiederà cosa centra con la psichiatria?
    Tutti gli operatori sanitari non sono messi in condizione di svolgere il proprio lavoro xchè molte delle strutture dove

    lavorano non sono adatte ad assistere infermi;
    I mezzi(le ambulanze) del 118 non sono adeguati;
    Non sono gli operatori a dover esser formati,ma le strutture ad essere costruite.
    La differenza tra urgenza e non urgenza non è sottile,ma fondamentale.
    Le consulenze servono nella psichiatria come per tutti gli altri campi della medicina,ad aiutare il prossimo che si trova in

    difficoltà;(se non fosse cosi andrebbe abolito il psichiatra,se non serve);
    Se i centri di salute mentale devono chiudere ,che chiudessero;
    ma non per fare risparmiare un ASL sprecona,ma per avere in cambio servizi più efficienti,che non sia il solo solito S.P.D.C;
    I manicomi in Italia sono stati aboliti,per sempre spero.

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